L’Italia ha perso il treno dei porti e della logistica


Poteva essere la volta buona ma, ancora una volta, non lo è stata. 

La riforma portuale di cui si discute ormai da almeno un decennio continua a essere rinviata; qualcuno dice per veti incrociati, altri affermano che Renzi la considerava poco coraggiosa. Sta di fatto che la riforma dei porti, e soprattutto della logistica, non c’è. 

Eppure qualcosa di buono (probabilmente non abbastanza) era contenuto nella bozza che fino a giovedì era inserita nel decreto Sblocca Italia (eccola). Quantomeno poteva essere un primo passo, anche se non decisivo, verso un modello meno “italiano” e più “europeo”. Anche se di “modello Società per Azioni” invocato dal Governatore della Liguria, Claudio Burlando, e dal presidente dell’Autorità Portuale di Genova, Luigi Merlo, non c’era traccia. 

Molte associazioni di categoria (leggi qui) sono concordi nel pensare che, piuttosto che fare una “riformina”, è meglio lasciare perdere. 

L’instancabile Luigi Merlo intanto ci riprova e promette un suo modello di riforma “Sblocca porti” da sottoporre a Renzi entro un mese (speriamo non rimangano promesse come quelle del Ministro Lupi). Anche Di Marco (AP Ravenna) interviene come sempre a gamba tesa e indica la sua strada da seguire (leggi qua). 

Duci (Assagenti) è talmente stanco di sentire parole vane sulla riforma portuale che sarebbe pronto a promuovere anche un Autorità Portuale del Nord Italia con sede a Milano, in zona baricentrica rispetto ai clienti utilizzatori del porto (leggi qua).

 

Qualcuno dice infine che Renzi si prepara a scontentare tutti (e al contempo accontentando molti) azzerando le 24 Autorità Portuali e creando un numero di Authority portuali e logistiche che si contano sulle dita di una mano (o massimo due).  

Io ormai non credo più a niente (per la verità è da tempo che non credo più agli annunci politici anche se per lavoro non posso ignorarli) e penso che venerdì scorso l’industria italiana dei trasporti e della logistica abbia perso un treno importante. Magari non era il più veloce ma almeno era un treno che portava avanti l’Italia dei porti e della logistica. Abbiamo perso l’ennesimo treno mentre dal Nord Europa con i treni continuano a invadere il nostro mercato contendibile: il Nord Italia ormai.

 

 

 

 

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Un pensiero su “L’Italia ha perso il treno dei porti e della logistica

  1. Quando ho saputo che era stata rinviata, non volevo crederci, ed ho chiesto conferma ad alcuni colleghi. Purtroppo era vero: aspettiamoci ancora liti sulle terne, ricorsi, commissariamenti e via dicendo…… ma badate bene, il tutto MOLTIPLICATO X 24!

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